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EGITTO – LA CRISI NEL MAR ROSSO E NELLO STRETTO DI HORMUZ SPINGE LE NAVI A EVITARE IL CANALE DI SUEZ

EGITTO – LA CRISI NEL MAR ROSSO E NELLO STRETTO DI HORMUZ SPINGE LE NAVI A EVITARE IL CANALE DI SUEZ

di Chiara Cavalieri

Una trasformazione silenziosa ma profonda sta ridisegnando la geografia del commercio mondiale. Secondo quanto riportato dalla piattaforma israeliana bhol, le tensioni geopolitiche e le minacce alla sicurezza marittima stanno provocando uno spostamento crescente delle rotte commerciali internazionali, con conseguenze dirette per l’Egitto e per il strategico Canale di Suez.

Il fenomeno è legato a due fattori principali: la chiusura dello Stretto di Hormuz e l’instabilità della navigazione nel Mar Rosso, aggravata negli ultimi anni dagli attacchi degli Houthi contro le navi commerciali. Secondo la piattaforma israeliana, queste dinamiche hanno indotto molte compagnie marittime a riconsiderare i propri percorsi.

Sempre più navi stanno infatti evitando la rotta che passa attraverso il Mar Rosso e il Canale di Suez, scegliendo invece il tragitto più lungo ma ritenuto più sicuro che circumnaviga l’Africa attraverso il Capo di Buona Speranza.

I dati citati nel rapporto sono particolarmente significativi. Il traffico marittimo lungo la rotta africana sarebbe aumentato di circa l’89%, mentre il traffico attraverso il Canale di Suez avrebbe registrato una diminuzione vicina al 70%. Si tratta di un cambiamento di grande portata se si considera che questa via d’acqua è tradizionalmente responsabile del passaggio di circa il 12% del commercio globale.

Questa trasformazione sta producendo effetti economici rilevanti anche a livello regionale. I porti africani stanno beneficiando del nuovo scenario logistico. Tra i casi più evidenti vi è quello del porto di Tangeri, in Marocco, che negli ultimi anni si è affermato come uno dei principali hub tra Asia ed Europa.

Secondo le stime riportate, l’attività portuale a Tangeri è aumentata di circa il 28% in due anni, con una previsione di superare gli 11 milioni di container movimentati entro il 2025.

Ma non si tratta di un fenomeno isolato. Anche diversi porti dell’Africa occidentale stanno emergendo come nuovi nodi strategici. Il porto di Lomé, in Togo, ad esempio, ha iniziato ad accogliere navi portacontainer di grandi dimensioni. Queste non si limitano più a transitare, ma effettuano operazioni di rifornimento, scarico e redistribuzione delle merci, generando nuove opportunità economiche locali.

Parallelamente è cresciuta anche la connettività tra i porti africani, che avrebbe raggiunto circa il 70%, segno di una rete logistica continentale sempre più integrata.

Per l’Egitto, tuttavia, le implicazioni sono potenzialmente molto serie. Le entrate del Canale di Suez rappresentano infatti una delle principali fonti di valuta estera per il Paese. Una riduzione significativa del traffico si traduce quindi direttamente in una pressione sull’economia nazionale e sulle entrate dello Stato.

La piattaforma israeliana sottolinea inoltre un’altra dinamica in corso: una vera e propria corsa agli investimenti da parte dei giganti del trasporto marittimo mondiale. Grandi compagnie come CMA CGM e MSC stanno ampliando rapidamente la loro presenza nel continente africano, acquisendo terminal portuali, sviluppando infrastrutture logistiche e investendo nella rete di trasporto terrestre.

Secondo l’analisi pubblicata, il quadro che emerge è chiaro: il cambiamento delle rotte marittime non sembra essere una semplice conseguenza temporanea delle crisi regionali, ma potrebbe rappresentare un nuovo assetto strutturale del commercio globale.

Anche nel caso in cui le tensioni nella regione del Golfo e del Mar Rosso dovessero attenuarsi, molte compagnie potrebbero aver ormai consolidato nuove catene logistiche e nuove infrastrutture lungo le coste africane.

In questo scenario, l’Africa sta assumendo un ruolo sempre più centrale nel sistema del commercio internazionale, mentre la rotta del Canale di Suez, pur rimanendo strategica, rischia di perdere parte del monopolio logistico che ha esercitato per oltre un secolo.

Fonte: piattaforma israeliana bhol.

𝐂𝐨𝐩𝐲𝐫𝐢𝐠𝐡𝐭 © 𝐀𝐬𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐄𝐫𝐢𝐝𝐚𝐧𝐮𝐬 – 𝐓𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐢 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐭𝐢

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Noha Iraqi

نهى عراقي.. ليسانس أداب.. كاتبة وشاعرة وقصصية وكاتبة ومحتوى وأبلودر

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