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Egitto, dura condanna dopo l’attacco alla missione ONU in Sudan

Egitto, dura condanna dopo l’attacco alla missione ONU in Sudan

di Chiara Cavalieri*

 AISC News.. IL CAIRO- L’Egitto ha espresso una ferma e inequivocabile condanna per il grave attacco contro il quartier generale della missione di pace delle Nazioni Unite a Kadugli, nello Stato del Kordofan meridionale, in Sudan, definendolo una flagrante violazione dei principi del diritto internazionale e una minaccia diretta alla sicurezza delle missioni internazionali impegnate nelle operazioni di pace.

In una dichiarazione ufficiale, il Ministero degli Affari Esteri egiziano ha reso noto di seguire con profonda preoccupazione gli sviluppi della situazione nel Kordofan del Sud, condannando i “vergognosi attacchi” contro la base logistica della Forza di sicurezza provvisoria delle Nazioni Unite per Abyei (UNISFA). L’azione, condotta mediante droni armati, ha causato la morte di sei peacekeeper di nazionalità bengalese e il ferimento di altri otto militari, colpiti durante il servizio di protezione della popolazione civile.

Secondo le informazioni diffuse, i droni hanno lanciato diversi missili all’interno della base, incendiando un deposito di carburante e danneggiando altre strutture operative. Un episodio che, secondo Il Cairo, rischia di aprire una pericolosa escalation, mettendo in discussione la sicurezza del personale internazionale e la capacità delle Nazioni Unite di operare in uno dei contesti più instabili del continente africano.

L’Egitto ha ribadito con forza la necessità di un cessate il fuoco immediato, sottolineando l’urgenza di consentire una risposta umanitaria efficace e coordinata da parte della comunità internazionale. Il Cairo ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di migliorare l’accesso agli aiuti, creare rifugi sicuri per gli sfollati in fuga dalla violenza e lavorare a una soluzione politica globale, che sia realmente guidata dal popolo sudanese e non imposta dall’esterno.

L’attacco si inserisce nel quadro della guerra civile sudanese, in corso dall’aprile 2023, che vede contrapposti l’esercito regolare, guidato da Abdel Fattah al-Burhan, e le Forze di Supporto Rapido, comandate da Mohamed Hamdan Dagalo (Hemedti). Un conflitto devastante che ha provocato decine di migliaia di vittime, oltre 13 milioni di sfollati e quella che le organizzazioni internazionali definiscono ormai la peggiore crisi umanitaria al mondo.

Il Kordofan meridionale, e in particolare Kadugli, è da oltre un anno sotto assedio, con una carestia ufficialmente dichiarata, una crisi sanitaria gravissima e la diffusione di epidemie come il colera. In questo contesto, l’attacco a una missione ONU rappresenta per l’Egitto un salto di qualità estremamente pericoloso, che rischia di compromettere ogni sforzo di stabilizzazione e di aggravare ulteriormente una tragedia umanitaria già senza precedenti.

*L’autrice e” presidente della associazione italo-egiziana Eridanus e vicepresidente del Centro Studi UCOI-UCOIM

@RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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Noha Iraqi

نهى عراقي.. ليسانس أداب.. كاتبة وشاعرة وقصصية وكاتبة ومحتوى وأبلودر

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