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DIFESA AEREA EGIZIANA NEL GOLFO: SMENTITE LE VOCI SUL COINVOLGIMENTO CONTRO GLI ATTACCHI IRANIANI

DIFESA AEREA EGIZIANA NEL GOLFO: SMENTITE LE VOCI SUL COINVOLGIMENTO CONTRO GLI ATTACCHI IRANIANI

di Noha Iraqii

Il CAIRO- Negli ultimi giorni, mentre le tensioni regionali continuano ad aumentare, sui social media e su alcune piattaforme informative sono circolate voci secondo cui sistemi di difesa aerea egiziani o unità delle Forze Armate egiziane sarebbero stati dispiegati nei Paesi del Golfo per contribuire a contrastare eventuali attacchi iraniani.

A chiarire la situazione è intervenuto l’esperto militare egiziano generale di brigata Samir Ragheb, che ha definito tali affermazioni completamente false.

Secondo Ragheb, quanto circola online non è altro che una serie di speculazioni prive di qualsiasi conferma ufficiale, diffuse soprattutto sui social network in un momento di forte tensione geopolitica nella regione.

Il generale ha ricordato che la partecipazione delle forze armate egiziane a operazioni militari al di fuori dei confini nazionali è regolata da procedure costituzionali molto precise, stabilite dall’articolo 152 della Costituzione egiziana.

In base a tale articolo, l’invio di truppe o sistemi militari all’estero può avvenire solo se:

• il Presidente della Repubblica, in qualità di Comandante Supremo delle Forze Armate, propone la missione
• la decisione viene approvata dalla Camera dei Rappresentanti con una maggioranza dei due terzi
• viene consultato preventivamente il Consiglio di Difesa Nazionale

Solo dopo il completamento di queste procedure una missione militare all’estero può essere autorizzata.

Ragheb ha inoltre spiegato che le missioni esterne delle forze egiziane riguardano generalmente casi specifici legati alla sicurezza nazionale e hanno una durata limitata nel tempo.

Di norma tali missioni vengono autorizzate per tre mesi, possono essere rinnovate solo attraverso nuove approvazioni istituzionali e vengono pubblicate ufficialmente nella Gazzetta Ufficiale dello Stato.

Per questo motivo, secondo l’esperto militare, sarebbe impossibile che l’Egitto partecipi improvvisamente a operazioni militari nel Golfo senza che vi sia stata una comunicazione ufficiale e senza il rispetto delle procedure previste dalla Costituzione.

Le voci diffuse sui social sostenevano che sistemi di difesa aerea egiziani avrebbero partecipato a operazioni per intercettare droni iraniani diretti verso obiettivi nei Paesi del Golfo.

Ragheb ha però respinto categoricamente queste affermazioni, definendole semplici chiacchiere prive di fondamento.

L’esperto ha ricordato che, in passato, l’Egitto ha partecipato a missioni militari all’estero, ma sempre nel pieno rispetto delle procedure costituzionali stabilite dall’articolo 152, che garantiscono un controllo istituzionale rigoroso su qualsiasi decisione riguardante l’impiego delle forze armate fuori dal territorio nazionale.

Le sue dichiarazioni arrivano in un momento in cui la diffusione di informazioni non verificate sui social media contribuisce spesso ad alimentare confusione e speculazioni in un contesto regionale già particolarmente sensibile.

Il chiarimento dell’esperto militare mira quindi a ristabilire un quadro di maggiore chiarezza, ricordando che qualsiasi decisione riguardante il dispiegamento delle forze egiziane all’estero deve seguire un preciso processo istituzionale e costituzionale.

@RIPRODUZIONE RISERVATA.

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Noha Iraqi

نهى عراقي.. ليسانس أداب.. كاتبة وشاعرة وقصصية وكاتبة ومحتوى وأبلودر

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