COMUNICATO STAMPA.. L’Associazione Italo-Egiziana Eridanus esprime profondo cordoglio, dolore autentico e forte indignazione per l’uccisione di tre giornalisti egiziani impegnati nelle attività del Comitato egiziano operante nella Striscia di Gaza

COMUNICATO STAMPA
L’Associazione Italo-Egiziana Eridanus esprime profondo cordoglio, dolore autentico e forte indignazione per l’uccisione di tre giornalisti egiziani impegnati nelle attività del Comitato egiziano operante nella Striscia di Gaza, colpiti durante un attacco contro un veicolo nella zona di Netzarim, nella Gaza centrale.
Le vittime sono Abdul Raouf Shaat, Muhammad Qeshta e Anas Ghoneim.

L’ episodio ha provocato una ferma protesta ufficiale dell’Egitto nei confronti di Israele, a conferma della gravità dell’accaduto e delle sue implicazioni non solo umanitarie, ma anche politiche e diplomatiche.
I tre giornalisti lavoravano per il Comitato Egiziano per il soccorso della Striscia di Gaza e da mesi erano impegnati in modo continuativo nella documentazione delle attività di ricostruzione e assistenza umanitaria sul terreno. Il giorno dell’attacco stavano filmando l’allestimento di un nuovo campo per accogliere famiglie palestinesi sfollate, un progetto civile e umanitario destinato a garantire un minimo di sicurezza, stabilità e dignità a una popolazione duramente colpita dal conflitto.
Non si trattava di combattenti.
Non si trattava di obiettivi militari.
Si trattava di giornalisti e operatori dell’informazione umanitaria, impegnati a raccontare la ricostruzione.
L’Associazione Eridanus segue e monitora da tempo, in modo diretto e costante, il lavoro svolto dal Comitato egiziano a Gaza. Un monitoraggio serio, continuativo e verificabile, che ci ha permesso di conoscere da vicino i progetti, le persone coinvolte, le difficoltà operative e i rischi quotidiani affrontati da chi opera in uno dei contesti più complessi al mondo.
Nel corso di questi mesi Eridanus ha collaborato attivamente alla divulgazione dell’immenso lavoro umanitario del Comitato, contribuendo a far conoscere, attraverso i propri siti e canali informativi, le attività di ricostruzione, l’allestimento dei campi, gli sforzi logistici e l’impegno umano profuso a favore della popolazione civile di Gaza. Un lavoro trasparente, documentato e pubblico, che nulla ha mai avuto a che vedere con attività militari o di propaganda.
Per questo la perdita di Abdul Raouf Shaat, Muhammad Qeshta e Anas Ghoneim ci colpisce in modo diretto e profondo. Non è solo una tragedia umana, ma un attacco alla verità, all’informazione e all’azione umanitaria. Colpire chi racconta e sostiene la ricostruzione significa colpire la speranza stessa di restituire dignità a chi ha perso tutto.
L’Associazione Eridanus si unisce al dolore delle famiglie delle vittime, del Comitato egiziano e del popolo egiziano, e sottolinea con forza come la tutela del personale civile, umanitario e giornalistico debba essere un principio non negoziabile.
Eridanus continuerà a monitorare, documentare e testimoniare quanto avviene sul terreno, mantenendo alta l’attenzione internazionale sul lavoro umanitario e sulla necessità di proteggerlo. Il sacrificio di queste vite non può e non deve essere ridotto a una nota marginale nel rumore della guerra.
Siamo profondamente addolorati.
E profondamente determinati a non tacere.
Chiara Cavalieri



