BASSAM RADY ALLA CONFERENZA NATO: “LA FORZA MILITARE NON VALE PER LA DISTRUZIONE, MA PER APRIRE LA VIA ALLA DIPLOMAZIA

BASSAM RADY ALLA CONFERENZA NATO: “LA FORZA MILITARE NON VALE PER LA DISTRUZIONE, MA PER APRIRE LA VIA ALLA DIPLOMAZIA”
di Noha Iraqii
ROMA- Nel corso della conferenza annuale del NATO Defense College, l’Ambasciatore della Repubblica Araba d’Egitto in Italia Bassem Rady è intervenuto come relatore principale in una sessione dedicata agli sviluppi in Medio Oriente, nel contesto dell’intensificarsi delle crisi e delle confrontazioni militari e alle possibili prospettive future.
L’incontro ha visto la partecipazione di responsabili istituzionali, diplomatici, esperti e vertici militari provenienti da diversi Paesi.
Nel suo intervento, l’Ambasciatore ha ribadito i principi cardine della politica estera egiziana: risoluzione pacifica delle controversie, ricorso alla mediazione e alla diplomazia, prevenzione dell’escalation militare e rifiuto dell’uso della forza come strumento primario di gestione dei conflitti.
Rivolgendosi ai Paesi dell’Unione Europea membri della NATO, Bassem Rady ha invitato ad adottare gli stessi principi e valori, sottolineando che la forza militare rappresenta lo strumento più estremo e potente attraverso cui uno Stato può esprimere la propria volontà nazionale per conseguire obiettivi politici.
Tuttavia, ha precisato che il valore della forza militare non risiede nella distruzione, nell’occupazione o nello spargimento di sangue, bensì nella capacità di rafforzare l’azione diplomatica e aprire un percorso negoziale finalizzato al raggiungimento degli obiettivi politici.
Secondo quanto affermato dall’Ambasciatore, ogni azione militare dovrebbe essere accompagnata da una strategia diplomatica regionale e internazionale chiara nei tempi e nelle fasi. L’avvio di conflitti in assenza di una visione diplomatica definita comporta il rischio di diffusione del caos, del terrorismo e della dispersione delle risorse degli Stati, che dovrebbero invece essere destinate allo sviluppo e al benessere dei popoli.
Nel suo intervento, Bassem Rady ha richiamato inoltre un modello studiato nelle scienze militari, politiche e diplomatiche a livello internazionale: la Guerra d’Ottobre del 1973. Ha evidenziato come l’Egitto avesse allora una visione chiara dell’obiettivo finale, ossia il recupero dei territori occupati, attraverso un percorso articolato su direttrici militari, politiche e diplomatiche.
Il riferimento è andato alla rottura del cessate il fuoco il 6 ottobre 1973, alle operazioni militari successive e al processo che ha condotto, in fasi progressive, alla liberazione del Sinai, includendo il percorso dei negoziati di pace.
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