Amenhotep III torna alla luce: l’Egitto rialza un colosso sepolto da 3.000 anni a Luxor

Amenhotep III torna alla luce: l’Egitto rialza un colosso sepolto da 3.000 anni a Luxor
di Chiara Cavalieri*
AISC News.. L’Egitto si prepara a riportare alla luce uno dei simboli più imponenti della propria storia faraonica. Il Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano sta ultimando i lavori per svelare una rara statua colossale del re Amenhotep III, rimasta sepolta sotto la sabbia per oltre tremila anni, che verrà collocata davanti al secondo pilone del suo Tempio dei Milioni di Anni nell’area di Kom El-Hitan, sulla riva occidentale di Luxor.

La statua raffigura Amenhotep III seduto
sul trono nella tradizionale postura regale, con le mani poggiate sulle cosce, secondo l’iconografia classica del potere faraonico. Il corpo del sovrano non è emerso in un unico blocco, ma è stato ricostruito attraverso il recupero e l’assemblaggio di centinaia di frammenti e blocchi, rinvenuti nel corso di lunghi anni di scavo e di meticoloso lavoro archeologico.
Prima di procedere all’innalzamento, la statua è stata sottoposta a studi approfonditi che hanno incluso documentazione fotografica dettagliata, disegni tecnici, analisi strutturali e ricostruzioni digitali tridimensionali realizzate con programmi informatici avanzati. Questi strumenti hanno permesso agli archeologi di determinare con precisione assoluta la posizione originale di ogni singola parte, garantendo una ricomposizione scientificamente accurata.
Realizzata in raro alabastro, la statua pesa circa sessanta tonnellate ed è alta approssimativamente dieci metri. Per dimensioni, rappresenta la seconda statua più grande del sito di Kom El-Hitan, subito dopo i celebri Colossi di Memnone, che con le loro circa ottocento tonnellate ciascuno costituiscono ciò che resta visibile dell’ingresso monumentale del tempio originale di Amenhotep III.
Il rialzamento di questa statua rientra in un importante progetto nazionale condotto dalla Luxor Antiquities Zone in collaborazione con una missione europea congiunta. L’obiettivo è quello di far rivivere il Tempio dei Milioni di Anni di Amenhotep III, riportandolo il più possibile al suo aspetto originario e trasformandolo in una nuova e grande attrazione archeologica capace di richiamare visitatori, studiosi e appassionati da tutto il mondo.
Amenhotep III, che governò l’Egitto dal 1390 al 1352 a.C., è considerato uno dei più grandi sovrani della XVIII dinastia, il periodo di massimo splendore dell’Impero egizio. Il suo tempio funerario era il più grande del suo tempo, ma fu gravemente danneggiato da un violento terremoto intorno al 27 a.C. e successivamente da inondazioni, abbandono e incuria, che nel corso dei secoli ne fecero sprofondare vaste parti sotto la sabbia e i terreni agricoli.
I lavori della missione egiziano-europeo-tedesca, avviati nel 1999, hanno già portato a risultati di straordinaria importanza, tra cui il ritrovamento di centinaia di statue della dea Sekhmet, oltre a numerosi frammenti monumentali appartenenti al re e alla regina Tiye, sua sposa.
Il ritorno in posizione eretta di questa statua non rappresenta soltanto un evento archeologico, ma un atto di recupero della memoria storica dell’Egitto. Dopo tremila anni di silenzio sotto la sabbia, Amenhotep III torna a dominare la riva occidentale di Luxor, riaffermando la grandezza di una civiltà che continua a parlare al mondo attraverso le sue pietre.
L’autrice e’ presidente della associazione italo-egiziana eridanus e vice presidente del Centro Studi UCOI-UCOIM.
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