AL-SISI AVVERTE L’EUROPA: “LO SFOllAMENTO DEI PALESTINESI DA GAZA NON SARÀ TOLLERATO”

AL-SISI AVVERTE L’EUROPA: “LO SFOllAMENTO DEI PALESTINESI DA GAZA NON SARÀ TOLLERATO”
IL PRESIDENTE EGIZIANO LANCIA UN MONITO AI PAESI EUROPEI: LO SPOSTAMENTO FORZATO DEI PALESTINESI APRIREBBE A ONDATE MIGRATORIE SENZA PRECEDENTI E ALLA LIQUIDAZIONE DEFINITIVA DELLA CAUSA PALESTINESE.
Il presidente egiziano mette in guardia l’Europa: lo sfollamento dei palestinesi da Gaza avrebbe conseguenze devastanti su sicurezza e stabilità regionale ed europea.
di Noha Iraqii
IL CAIRO- Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha lanciato un duro avvertimento all’Europa sul rischio di conseguenze geopolitiche, sociali e di sicurezza senza precedenti qualora il popolo palestinese venisse sfollato forzatamente dalla Striscia di Gaza.
Nel corso di un discorso pronunciato durante le celebrazioni della Giornata della Polizia, Al-Sisi ha sottolineato la necessità di porre fine a quelle che ha definito “pratiche sistematiche contro il popolo palestinese nella sua terra occupata”, respingendo con fermezza qualsiasi tentativo di espulsione o trasferimento forzato della popolazione palestinese dalla propria patria.
Secondo il presidente egiziano, lo sfollamento dei palestinesi equivarrebbe alla liquidazione definitiva della causa palestinese stessa, trasformando un conflitto politico in una crisi umanitaria strutturale e permanente.
Rivolgendosi direttamente ai paesi europei, Al-Sisi ha dichiarato che l’eventuale partenza forzata di circa 2,5 milioni di palestinesi dalla Striscia di Gaza genererebbe ondate migratorie di centinaia di migliaia di persone verso l’Europa e l’Occidente, con gravi conseguenze in termini di sicurezza, stabilità sociale ed equilibrio economico. Uno scenario che, secondo il leader egiziano, “nessuno sarebbe in grado di sostenere”.
Nel suo intervento, Al-Sisi ha inoltre ribadito la necessità di applicare pienamente l’accordo di cessate il fuoco di Sharm el-Sheikh nella Striscia di Gaza e di impedire qualsiasi tentativo di aggirarlo o svuotarlo di contenuto, ricordando il ruolo centrale svolto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump negli sforzi diplomatici per il raggiungimento dell’intesa.
Parallelamente, il presidente egiziano ha sottolineato l’urgenza di non ostacolare l’ingresso degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza e di avviare immediatamente il processo di ricostruzione del territorio, affinché torni a essere uno spazio abitabile per la popolazione civile.
Nel suo discorso, Al-Sisi ha ribadito anche le “linee rosse” strategiche dell’Egitto nella regione, affermando il rifiuto categorico di qualsiasi tentativo di divisione degli Stati confinanti, di smembramento territoriale, di spartizione delle sovranità nazionali o di creazione di milizie ed entità parallele agli eserciti regolari e alle istituzioni statali legittime.
Secondo il presidente egiziano, questi schemi destabilizzanti sono diventati un modello ricorrente nella regione e rappresentano una minaccia sistemica all’ordine regionale, alla sicurezza collettiva e alla stabilità degli Stati.
Il messaggio lanciato dal Cairo è chiaro: lo sfollamento forzato dei palestinesi non è solo una violazione dei diritti umani, ma un detonatore geopolitico capace di produrre effetti a catena su scala continentale, trasformando una crisi locale in una crisi globale.
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