Comunicato Stampa

VIOLENZE A MILANO, CO-MAI-AMSI-UXU: «ASCOLTARE I GIOVANI, NO ALLE DISCRIMINAZIONI»

 

VIOLENZE A MILANO, CO-MAI-AMSI-UXU: «ASCOLTARE I GIOVANI, NO ALLE DISCRIMINAZIONI»

FOAD AODI, , KAMEL BELAITOUCHE, TILOUANI, NESERAT, LEILA BELAITOUCHE E NADIR AODI: «LA VIOLENZA NON HA RELIGIONE NÉ CULTURA. MANIFESTARE È UN DIRITTO, MA LE LEGGI VANNO RISPETTATE. TUTTE LE COMUNITÀ SI UNISCANO PER PREVENIRE IL DISAGIO GIOVANILE»

ROMA, 21 OTTOBRE 2026 – Le violenze che hanno sconvolto Milano, tra devastazioni, saccheggi e scontri con le forze dell’ordine, riportano al centro del dibattito nazionale la sicurezza, il disagio giovanile e la responsabilità educativa delle famiglie e delle istituzioni.
Secondo i dati emersi dalle indagini, 220 delle 271 persone accompagnate in questura sono minorenni, molti dei quali, lo dicono i fatti, sono giovani italiani di origine straniera, figli cioè di immigrati, la maggior parte nati nel nel nostro Paese.
Un quadro allarmante che impone non soltanto una condanna delle violenze, ma anche una riflessione sulle ragioni del malessere delle nuove generazioni e sulla necessità di sostenere maggiormente l’integrazione, evitando in modo categorico generalizzazioni e discriminazioni nei confronti delle comunità di origine straniera che vanno sempre comprese, sostenute, aiutate, fermo restando la condanna verso l’illegalità.
Su questi temi intervengono AMSI (Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, denominata anche Unione Professionisti della Sanità Internazionali), CO-MAI (Comunità del Mondo Arabo in Italia), AISCNEWS (Agenzia Mondiale di Informazione Senza Confini), CISC NETWORK (Consorzio Informazione Senza Confini) ed il MovimentoInternazionaleUniti per Unire(UxU), che condannano ogni forma di violenza e rivolgono un appello alle istituzioni, alle famiglie e alle comunità per rafforzare l’ascolto dei giovani e la prevenzione.
A esprimere la posizione della rete associativa e dei movimenti sono il prof. Foad Aodi, medico ortopedico e fisiatra, giornalista e divulgatore scientifico internazionale, esperto in salute globale, membro del Registro Esperti FNOMCeO, docente dell’Università di Tor Vergata e presidente onorario CO-MAI; Kamel Belaitouche, presidente nazionale CO-MAI; Daoudi Tilouani e Hakim Neserat, vicepresidenti; Leila Belaitouche, coordinatrice della Commissione Donne CO-MAI, e ancora il Dott. Nadir Aodi, Vice Segretario Generale AMSI e UNITI PER UNIRE coordinatore Commissione Gioventù di UXU.

«LA VIOLENZA NON HA RELIGIONE, CULTURA O NAZIONALITÀ»
«Condanniamo fermamente quanto accaduto a Milano e ogni forma di violenza nelle manifestazioni e nelle nostre città. Manifestare è un diritto sacrosanto, ma deve avvenire nel rispetto della Costituzione e delle leggi italiane. Nessuna protesta può giustificare devastazioni, aggressioni e attacchi alle forze dell’ordine. La violenza non ha religione, non ha cultura, non ha nazionalità e non ha giustificazioni. Va condannata e basta».
«Non possiamo però accettare che le responsabilità individuali diventino una condanna collettiva. Non si possono identificare i giovani violenti soltanto con gli immigrati, gli arabi o i musulmani. La violenza coinvolge persone di origini differenti e va contrastata senza distinzioni. Alimentare generalizzazioni significa accrescere discriminazioni, islamofobia e divisioni sociali».

L’APPELLO: ASCOLTARE I GIOVANI E COINVOLGERE TUTTE LE COMUNITÀ
«Rivolgiamo un appello a tutte le comunità di origine straniera, non soltanto arabe o musulmane, affinché si uniscano alle famiglie, alle scuole e alle istituzioni per richiamare i giovani, italiani e di origine straniera, al rispetto delle regole e della convivenza civile. Dobbiamo ascoltare i ragazzi prima che il disagio si trasformi in violenza, comprendere le loro difficoltà e offrire occasioni concrete di dialogo e partecipazione. Anche le comunità devono essere ascoltate e coinvolte, non chiamate in causa soltanto quando si verificano episodi di cronaca».
La rete associativa e i movimenti chiedono un confronto permanente tra istituzioni, scuole, famiglie, associazioni giovanili e rappresentanti delle comunità, con iniziative di educazione alla legalità, prevenzione della violenza e contrasto alle discriminazioni.
«Chi sbaglia deve rispondere delle proprie azioni, senza alibi e senza giustificazioni. Ma nessuna comunità deve pagare per le responsabilità di pochi. La sicurezza si difende con il rispetto delle leggi, mentre la prevenzione richiede ascolto, educazione e responsabilità condivisa. Invitiamo tutti a unirsi contro la violenza, senza distinzioni di origine, cultura o religione. È una responsabilità che appartiene all’intera società italiana», concludono i rappresentanti della rete associativa e dei movimenti.


UFFICIO STAMPA CONGIUNTO
Movimento Uniti per Unire – AMSI – CO-MAI – UMEM – USEM – AISC NEWS – CISC NETWORK
redazione@aiscnews.it
Centro Medico Iris Italia – Roma
Tel. 06 8862793 / 331 743 0119

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Noha Iraqi

Noha Iraqi... Laureata in Lettere... Scrittrice, poetessa, autrice di racconti, creatrice di contenuti e utente che carica contenuti.

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