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Da Roma… La Ministra degli Affari Sociali libanese: l’Italia è un partner chiave per la ripresa del Libano e il sostegno alle famiglie

Da Roma… La Ministra degli Affari Sociali libanese: l’Italia è un partner chiave per la ripresa del Libano e il sostegno alle famiglie

Di Hamed Khalifa

La Ministra degli Affari Sociali libanese, Hanine El Sayed, ha affermato che l’Italia può contribuire attivamente alla ripresa del Libano, in particolare sostenendo le famiglie sfollate e aiutandole a ritrovare i propri mezzi di sussistenza e la propria dignità. Ha sottolineato l’importanza del ruolo italiano e internazionale nel sostenere il Libano in questo periodo.

Queste dichiarazioni sono giunte durante un grande incontro organizzato dall’Ambasciata libanese a Roma per dare il benvenuto alla Ministra El Sayed, in visita nella capitale italiana per incontrare diverse autorità e i suoi omologhi italiani, in concomitanza con il lancio dell’alleanza umanitaria internazionale “Radicati per il Libano”.

All’incontro hanno partecipato numerose personalità del mondo politico, sociale e umanitario, insieme a diversi ambasciatori arabi accreditati a Roma, membri della comunità libanese e membri del corpo diplomatico dell’Ambasciata libanese, a testimonianza della profondità delle relazioni libanesi-italiane e della cooperazione multiforme tra i due Paesi. All’inizio dell’incontro, l’Ambasciatrice del Libano in Italia, Carla Jazzar, ha dato il benvenuto ai partecipanti, sottolineando come l’incontro riflettesse la solidità delle relazioni tra Libano e Italia ed esprimendo la solidarietà araba e internazionale al Libano e al suo popolo.

La Ministra Hanine El Sayed ha affermato che “l’Italia può contribuire alla ripresa del Libano aiutando le persone a riacquistare i propri mezzi di sussistenza e, soprattutto, la propria dignità”, evidenziando il ruolo significativo che Roma ha già svolto nel sostenere il Libano.

Ha spiegato che gli aiuti governativi e internazionali, compresi quelli forniti dall’Italia e dall’Unione Europea, costituiscono una parte essenziale della risposta ai bisogni umanitari, mentre la coalizione “Radicati per il Libano” si propone di mobilitare ulteriori risorse dal settore privato e di destinarle direttamente alle famiglie più vulnerabili.

Aiuti italiani al Libano

Questa iniziativa si inserisce nel quadro del continuo sostegno dell’Italia al Libano. A marzo, l’Italia ha annunciato un contributo umanitario di 10 milioni di euro per contribuire ad attenuare gli effetti della crisi e rispondere ai bisogni più urgenti delle comunità colpite dal conflitto, oltre a fornire circa 30 tonnellate di aiuti umanitari per gli sfollati.

Il contributo italiano comprendeva 1 milione di euro destinato al Fondo umanitario dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA), 1 milione di euro alla Croce Rossa e 6 milioni di euro alle ONG operanti in Libano.

Gli aiuti in natura includevano medicinali, cibo e prodotti per l’igiene e la cura personale, volti a soddisfare i bisogni primari degli sfollati e dei gruppi più vulnerabili.

In una dichiarazione, il Ministero degli Affari Esteri italiano ha ribadito la solidarietà dell’Italia con il Libano e il suo popolo, e il suo impegno a collaborare strettamente con le autorità libanesi e le Nazioni Unite per garantire che gli aiuti umanitari raggiungano chi ne ha più bisogno.

Relazioni oltre gli aiuti

Le relazioni tra Libano e Italia vanno ben oltre gli aiuti umanitari, abbracciando un’ampia rete di legami istituzionali, sociali, culturali e umanitari. Ciò include la cooperazione con numerose istituzioni libanesi, oltre alla consolidata presenza di istituzioni e organizzazioni religiose italiane in Libano.

Gli ordini e le istituzioni religiose italiane svolgono un ruolo significativo nel sostenere diverse istituzioni e progetti sociali e umanitari libanesi, conferendo al rapporto tra i due Paesi una dimensione sociale che trascende i tradizionali quadri governativi e diplomatici.

Questo rapporto intrecciato riflette la natura dei legami che uniscono i popoli libanese e italiano, legami basati sulla cooperazione umanitaria, allo sviluppo e culturale, nonché sul sostegno che l’Italia offre al Libano nei momenti di crisi.

“Radicati per il Libano”

Secondo il Ministro Hanine El Sayed, l’iniziativa “Radicati per il Libano” ha raccolto con successo circa 338.000 dollari in donazioni private dal suo lancio nella seconda metà di maggio. Questi fondi saranno trasferiti direttamente alle famiglie aventi diritto, verificate dal Ministero e dai partner del programma, attraverso un sistema digitale che consente ai beneficiari di ricevere il denaro sui propri telefoni cellulari e di prelevarlo tramite società locali di trasferimento di denaro.

Il programma si concentra in particolare sugli anziani, le persone con disabilità, le famiglie con bambini e i nuclei familiari guidati da donne, con l’obiettivo di fornire assistenza immediata e flessibile alle famiglie sfollate e di metterle in condizione di dare priorità alle proprie spese per cibo, medicine, istruzione e altri bisogni primari.

Da parte sua, l’Ambasciatrice Carla Jazzar ha sottolineato l’importante ruolo che la comunità libanese in Italia può svolgere, evidenziando come il sostegno al Libano non si limiti all’assistenza finanziaria, ma rappresenti anche un modo per mantenere i legami con la patria e partecipare alla sua ripresa.

Jazar ha affermato che questo sostegno è “più di una semplice donazione; è un modo per rimanere in contatto con il Libano, lavorando al fianco delle famiglie mentre compiono i primi passi dall’emergenza alla ripresa”.

L’Ambasciatrice ha ricordato gli incontri avuti con le famiglie tornate nei villaggi devastati dalla guerra, dove hanno trovato case distrutte, scuole chiuse e mezzi di sussistenza perduti. Ha osservato che molte di queste famiglie non chiedevano “Quando qualcuno ricostruirà le nostre vite?”, ma piuttosto “Vogliamo restare. Vogliamo ricominciare da capo”.

Ha aggiunto che, nonostante le ripetute crisi, il Libano ha ancora un popolo che sceglie di ricostruire, di rimanere fedele alle proprie radici e di nutrire speranza per il futuro. Ha sottolineato che è nostra responsabilità condivisa non abbandonare questa speranza.

Jazar ha esortato tutti a considerare la campagna “Radicati per il Libano” non solo come un’iniziativa di raccolta fondi, ma come parte di un impegno più ampio a sostegno della ripresa e per rafforzare la capacità delle famiglie e delle comunità di ricostruire le proprie vite.

Ha concluso sottolineando che il Libano si trova ad affrontare grandi sfide, ma in cambio ha un popolo legato alla propria patria, partner che credono nella sua capacità di risorgere e espatriati e amici che non hanno reciso i loro legami con il Paese, considerando che questi legami rappresentano una vera fonte di speranza nella fase di ripresa e ricostruzione.

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Noha Iraqi

Noha Iraqi... Laureata in Lettere... Scrittrice, poetessa, autrice di racconti, creatrice di contenuti e utente che carica contenuti.

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