SANITÀ, AMSI-UMEM-UXU: SALVATO 70ENNE IN ARRESTO CARDIACO. AODI: “UN RINGRAZIAMENTO DI CUORE AI COLLEGHI, MINA MIKHAIL E REA ,CHE HANNO TEMPESTIVAMENTE SALVATO UNA VITA”

SANITÀ, AMSI-UMEM-UXU: SALVATO 70ENNE IN ARRESTO CARDIACO. AODI: “UN RINGRAZIAMENTO DI CUORE AI COLLEGHI, MINA MIKHAIL E REA ,CHE HANNO TEMPESTIVAMENTE SALVATO UNA VITA”
“Prevenzione, tempestività, lavoro di squadra e preparazione fanno la differenza. Il caso di Centocelle dimostra quanto siano fondamentali i defibrillatori sul territorio e la formazione continua degli operatori sanitari”
ROMA 25 MAG – Un uomo di circa settant’anni colpito da arresto cardiaco in strada, nel quartiere Centocelle, a Roma, è stato salvato grazie all’intervento immediato di due medici di medicina generale, al supporto di un infermiere e soprattutto alla disponibilità di un defibrillatore pubblico installato nel quartiere nell’ambito di un progetto di cardioprotezione territoriale. Il paziente, dopo le manovre di rianimazione cardiopolmonare e l’utilizzo del DAE, ha ripreso il battito cardiaco e la respirazione spontanea prima dell’arrivo dell’ambulanza del 118.
Un episodio che riporta al centro dell’attenzione il tema della prevenzione cardiovascolare, della diffusione dei defibrillatori sul territorio, della formazione degli operatori sanitari e della cultura dell’emergenza tra i cittadini.
Le associazioni AMSI (Associazione Medici di Origine Straniera in Italia – Unione Professionisti della Sanità Internazionali), UMEM (Unione Medica Euromediterranea), AISCNEWS (rete internazionale di informazione – agenzia mondiale senza confini) e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE (MITI-UXU) riflettono su questa vicenda e ne evidenziano il valore sanitario, umano e sociale, sottolineando come la tempestività dell’intervento, la preparazione professionale e la presenza di strumenti salvavita rappresentino gli elementi fondamentali della cosiddetta catena della sopravvivenza.
LE PAROLE DEL MEDICO DI ORIGINE EGIZIANA PROTAGONISTA DEL BRILLANTE INTERVENTO
“Abbiamo semplicemente fatto il nostro lavoro e quello che il nostro giuramento ci impone ogni giorno: intervenire per salvare una vita. In questo caso è stata fondamentale tutta la catena del soccorso, dalla presenza del defibrillatore sul territorio alla rapidità dell’intervento. Ma soprattutto hanno fatto la differenza la preparazione, l’esperienza e la formazione del personale sanitario nell’utilizzo del BLSD e nella gestione completa di un arresto cardiaco. Non si tratta soltanto di effettuare un massaggio cardiaco o di utilizzare il defibrillatore, ma di saper gestire un’emergenza complessa fino all’arrivo dei soccorsi avanzati. Quando è arrivata l’ambulanza, il paziente aveva già ripreso il battito cardiaco e la respirazione spontanea. È fondamentale che ogni medico continui a formarsi nei corsi salvavita e sia sempre pronto ad affrontare qualsiasi emergenza possa accadere.”. Queste le parole di Mina Tharwat Naguib Mikhail.
IL RINGRAZIAMENTO AI PROFESSIONISTI SANITARI
«Desideriamo esprimere il nostro più sentito ringraziamento ai colleghi che sono intervenuti con grande professionalità e sangue freddo e, in particolare, al dottor Mina Tharwat Naguib Mikhail, medico di medicina generale di origine egiziana e iscritto AMSI, che insieme alla collega Tiziana Rea e agli altri soccorritori ha contribuito a salvare una vita umana», dichiara il professor Foad Aodi, medico fisiatra, giornalista e divulgatore scientifico internazionale, esperto in salute globale, docente dell’Università di Tor Vergata e membro del Registro Esperti FNOMCEO.
«Accogliamo con particolare soddisfazione il fatto che tra i protagonisti di questo salvataggio vi sia un collega appartenente alla nostra rete professionale. Questo episodio rappresenta il volto migliore della sanità italiana: competenza, umanità, preparazione e spirito di servizio al fianco dei cittadini nei momenti più difficili.»
PREVENZIONE, TEMPESTIVITÀ E LAVORO DI SQUADRA
«Il successo di questo intervento dimostra che la differenza non la fa soltanto il defibrillatore. La fanno la preparazione degli operatori sanitari, l’aggiornamento continuo, la capacità di coordinarsi sotto pressione e una cultura dell’emergenza diffusa sul territorio. In pochi minuti si decide spesso il destino di una persona colpita da arresto cardiaco. Per questo la formazione continua e l’aggiornamento nelle tecniche BLSD devono restare una priorità per tutti gli operatori sanitari.»
«Condividiamo pienamente quanto affermato dal collega Mikhail: non basta saper utilizzare un defibrillatore o praticare un massaggio cardiaco. Occorre essere preparati a gestire un’emergenza complessa fino all’arrivo dei soccorsi avanzati. È questa preparazione che può trasformare una tragedia annunciata in una storia di speranza.»
L’INDAGINE DELLA RETE ASSOCIATIVA E DEI MOVIMENTI AGGIORNATA 30 APRILE 2026
L’indagine della rete associativa e dei movimenti aggiornata al 30 aprile 2026 evidenzia come la diffusione dei defibrillatori e della formazione BLSD rappresenti uno degli strumenti più efficaci per ridurre la mortalità da arresto cardiaco.
In Italia si registrano ogni anno circa 60.000 arresti cardiaci extraospedalieri, mentre in Europa i casi sono circa 400.000. La sopravvivenza media nel nostro Paese si attesta intorno al 6,6%, contro il 7,5% della media europea. Ancora oggi le manovre salvavita vengono avviate dai presenti soltanto nel 58% dei casi e il defibrillatore viene utilizzato in appena il 28% degli eventi. Per ogni minuto perso, inoltre, le probabilità di sopravvivenza diminuiscono di circa il 10%.
Secondo l’analisi delle associazioni e dei movimenti, negli ultimi anni è aumentata l’attenzione verso i progetti di cardioprotezione territoriale, ma persistono differenze significative tra le diverse aree del Paese e numerosi dispositivi risultano ancora difficilmente accessibili nelle ore serali o durante i giorni festivi.
ITALIA ED EUROPA: SERVE UN ULTERIORE SALTO DI QUALITÀ
«Diversi Paesi europei hanno investito da anni nella diffusione capillare dei DAE e nella formazione della popolazione. Anche l’Italia ha compiuto passi avanti importanti, ma è necessario migliorare ulteriormente accessibilità, geolocalizzazione e disponibilità dei dispositivi sul territorio, soprattutto nelle periferie urbane e nelle aree meno servite.»
«La storia di Centocelle dimostra che investire nella prevenzione e nella cardioprotezione produce risultati concreti e immediati. Un defibrillatore disponibile, professionisti preparati e cittadini consapevoli possono salvare una vita nel giro di pochi minuti.»
LE PROPOSTE DELLA RETE
Le associazioni e i movimenti chiedono:
-una maggiore diffusione dei defibrillatori pubblici nelle aree urbane e periferiche;
-dispositivi realmente accessibili 24 ore su 24;
-il potenziamento dei corsi BLSD per operatori sanitari e cittadini;
-programmi di formazione nelle scuole e nei luoghi di lavoro;
-una mappatura costantemente aggiornata e geolocalizzata dei DAE presenti sul territorio nazionale;
-campagne permanenti di sensibilizzazione sulla prevenzione cardiovascolare in multilingue.
«Dietro ogni vita salvata non c’è mai un singolo eroe, ma una rete fatta di competenze, organizzazione, solidarietà e prevenzione. È questa la direzione da seguire per costruire una sanità sempre più vicina ai cittadini e capace di intervenire con efficacia quando ogni secondo conta», conclude il Prof. Foad Aodi.
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