Non ci sarà pace senza porre fine alla guerra che l’umanità fa a sé stessa quando scarta chi è debole

“Non ci sarà pace senza porre fine alla guerra che l’umanità fa a sé stessa quando scarta chi è debole, quando esclude chi è povero, quando resta indifferente davanti al profugo e all’oppresso. Solo chi ha cura dei più piccoli può fare cose davvero grandi”. A dirlo è Papa #LeoneXIV che questa mattina, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, in Vaticano, ha ricevuto in udienza i partecipanti al convegno “One Humanity, One Planet”.
Il Pontefice ha citato poi Madre Teresa di Calcutta: “Il più grande distruttore della pace è l’#aborto”. “La sua voce rimane profetica – ha proseguito il Vescovo di Roma – nessuna politica può infatti porsi a servizio dei popoli se esclude dalla vita coloro che stanno per venire al mondo, se non soccorre chi è nell’indigenza materiale e spirituale”.
Il Santo Padre ha poi ricordato che il titolo del convegno, “One Humanity, One Planet”, merita “di essere completato con ‘One God’: riconoscendo in Lui il creatore buono, le nostre religioni ci chiamano a contribuire al progresso sociale, ricercando sempre quel bene comune che ha per fondamenta la giustizia e la pace”.
Ma la pace, ha avverto il Successore di Pietro, “è soprattutto un dono, perché la riceviamo da chi ci precede nella storia: è un bene del quale ringraziare. La pace è alleanza, che ci incarica di un impegno comune: quello di onorarla, quando c’è, e di realizzarla, quando manca. La pace, infine, è promessa, perché sostiene la nostra speranza in un mondo migliore, e come tale viene cercata da tutte le persone di buona volontà”.
Il Papa, rivolgendosi ai presenti, ha sottolineato che “oggi il vostro ruolo di leader comporta una crescente responsabilità per la pace: non solo quella tra Nazioni, ma lì dove abitate, studiate e lavorate ogni giorno”. “Se non promuoviamo la concordia in una università o in un ufficio, tra partiti e associazioni – ha spiegato il Pontefice – come potremo curarla in un intero Stato o tra i Continenti?”.
Il Papa infine ha esortato i #giovani a “cooperare sempre più nello studio di forme partecipative che coinvolgano tutti i cittadini, uomini e donne, nella vita istituzionale degli Stati”. “Su queste basi – ha concluso Leone XIV – sarà possibile edificare quella fraternità universale che già tra voi giovani si annuncia come segno di un tempo nuovo”.




