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Infezioni respiratorie: calo generale, resta alta l’incidenza tra i più piccoli

Un trend in discesa che non riguarda i bambini 0-4 anni

Un trend in discesa che non riguarda i bambini 0-4 anni
Nell’ultima settimana di osservazione si consolida la riduzione delle infezioni respiratorie acute nella popolazione generale, ma la fascia d’età più giovane continua a rappresentare un’eccezione. I dati più recenti indicano infatti un aumento dei casi tra i bambini da 0 a 4 anni, in controtendenza rispetto al resto delle classi di età.

I numeri della settimana di sorveglianza
Nel periodo compreso tra il 19 e il 25 gennaio, l’incidenza complessiva delle infezioni respiratorie acute nella comunità è scesa a 11,3 casi per 1.000 assistiti, rispetto ai 12,7 casi per 1.000 registrati nella settimana precedente. Nel complesso sono stati stimati circa 621 mila nuovi casi, portando il totale dall’inizio della sorveglianza stagionale a circa 9,8 milioni di infezioni.

L’aumento nella fascia 0-4 anni
A differenza del quadro generale, nei bambini più piccoli l’incidenza continua a crescere. Nella fascia 0-4 anni si osservano circa 40 casi per 1.000 assistiti, in aumento rispetto ai 33 casi per 1.000 della settimana precedente. Il dato conferma una pressione ancora significativa sui servizi pediatrici territoriali.

La distribuzione territoriale dell’intensità
L’intensità della circolazione delle infezioni respiratorie risulta molto alta in Basilicata e Campania, media in Molise, Puglia e Sardegna, mentre è bassa nella maggior parte delle altre regioni e Province autonome. Fa eccezione la Liguria, dove il livello è tornato a quello basale. Va ricordato che il recente passaggio dalla definizione di caso ILI a quella di ARI rende complesso il confronto diretto con le stagioni precedenti e con le soglie storiche di intensità.

Positività per influenza e quadro ospedaliero
Nella settimana epidemiologica 2026-04, nella comunità il tasso di positività per influenza si attesta al 26,6%, mentre nel flusso ospedaliero scende al 24,3%. Questi valori confermano una fase di progressiva attenuazione della circolazione virale.

Forme gravi e ruolo della vaccinazione
La sorveglianza delle forme gravi e complicate mostra, nella settimana 12-18 gennaio, un numero di casi inferiore rispetto allo stesso periodo della stagione precedente. Il sottotipo più frequentemente associato alle forme severe è A(H1N1)pdm09. Un elemento rilevante riguarda la copertura vaccinale: la maggior parte dei casi gravi interessa persone non vaccinate, dato che ribadisce l’importanza della prevenzione.

I virus influenzali in circolazione
Nella popolazione generale prevalgono i virus A(H3N2) rispetto agli A(H1N1)pdm09, mentre tra i campioni ospedalieri sottotipizzati si osserva una leggera prevalenza di A(H1N1)pdm09. Al momento non sono stati identificati virus di tipo A non sottotipizzabili, elemento che esclude segnali di circolazione di ceppi aviari.

I risultati del sequenziamento genetico
Le analisi di sequenziamento del gene HA indicano che, per i virus A(H3N2), resta dominante il subclade K all’interno del clade 2a.3a.1. Per i virus A(H1N1)pdm09, la maggior parte dei ceppi analizzati si colloca nel subclade D.3.1.1, confermando una stabilità del profilo genetico dei virus circolanti.

Prof. Foad Aodi

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