SANITÀ

Personale sanitario sottofinanziato: il costo invisibile della crisi del SSN

Un equilibrio che si sta spezzando

Un equilibrio che si sta spezzando

Il Servizio sanitario nazionale continua a reggersi su un equilibrio sempre più fragile. Tra il 2012 e il 2024 la quota di finanziamento destinata al personale è diminuita in modo costante, passando da circa il 40% a meno del 37% della spesa sanitaria. Il saldo negativo supera i 33 miliardi di euro, una cifra che ha inciso direttamente sulla valorizzazione delle professioni sanitarie.

Dalla spesa al depauperamento

La riduzione delle risorse non ha significato una razionalizzazione efficiente, ma un progressivo depauperamento del capitale umano. Retribuzioni stagnanti, carriere bloccate e carichi assistenziali crescenti hanno reso il sistema pubblico meno competitivo rispetto ad altre realtà nazionali e internazionali.

Il paradosso dei medici disponibili

L’Italia presenta uno dei più alti numeri di medici pro capite in Europa. Tuttavia, oltre 92.000 professionisti esercitano al di fuori del SSN, attratti da condizioni lavorative più sostenibili. Le specialità dell’emergenza risultano particolarmente penalizzate, con difficoltà croniche nel reclutamento e nella permanenza.

Infermieri sotto pressione costante

La carenza infermieristica rappresenta una criticità strutturale. Il numero di infermieri resta inferiore agli standard internazionali, con effetti immediati sull’organizzazione dei servizi, sulla sicurezza delle cure e sulla qualità dell’assistenza. Il sovraccarico di lavoro accelera l’uscita dal sistema pubblico.

Norme senza investimenti dedicati

Le riforme delle professioni sanitarie, se non accompagnate da finanziamenti certi, non modificano le condizioni operative. Senza interventi economici mirati, gli strumenti normativi non riescono a contrastare l’emorragia di competenze né a rendere attrattive le carriere sanitarie.

Modelli esteri sempre più attrattivi

Molti professionisti guardano oltre i confini nazionali. Sistemi sanitari che investono su stipendi netti elevati, benefit strutturati e ambienti tecnologicamente avanzati offrono risposte concrete a esigenze che il SSN fatica a soddisfare.

Una scelta strategica da compiere

Il futuro della sanità pubblica dipende dalla capacità di rimettere il personale al centro delle politiche sanitarie. Investire sulle professioni non rappresenta un costo aggiuntivo, ma una condizione necessaria per garantire continuità, qualità e sostenibilità dell’assistenza.

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