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La famiglia egiziana nel mirino della legge: uno scontro costituzionale sull’affidamento dei figli

La famiglia egiziana nel mirino della legge: uno scontro costituzionale sull’affidamento dei figli

Di: Hamed Khalifa

Il conflitto costituzionale sul diritto di famiglia in Egitto continua, dopo che l’Associazione egiziana per la difesa dei diritti degli uomini e dei bambini nel diritto di famiglia ha concluso la sua battaglia legale davanti alla Corte Costituzionale Suprema, chiedendo una riduzione dell’età per l’affidamento dei figli per le mogli divorziate o conviventi, e il trasferimento automatico dell’affidamento al padre senza la sua scelta al raggiungimento della maggiore età.

L’associazione ha annunciato in un comunicato stampa diffuso oggi, domenica, che la Corte Costituzionale Suprema, durante una sessione definita storica e tenutasi presso la sua sede di Maadi, ha deciso di rinviare l’esame del Ricorso n. 5 dell’Anno Giudiziario 47 (Costituzionale), che contesta il testo del primo comma dell’Articolo (20) della Legge sullo Status Personale, alla sessione dell’8 marzo 2026.

Il consigliere Ahmed Rizk Matar, presidente dell’Associazione Egiziana per la Difesa dei Diritti degli Uomini e dei Bambini nel Diritto di Famiglia, ha dichiarato che il ricorso chiede l’abbassamento dell’età di affidamento a 7 anni per i ragazzi e a 9 anni per le ragazze, un sistema in vigore nella precedente legislazione degli anni ’80. Ritiene che questo emendamento contribuirà a ridurre i tassi di divorzio e a limitare quello che ha descritto come il fenomeno dell'”affidamento quasi permanente” di cui godono le mogli divorziate o khul’ ai sensi della legge vigente.

Da parte sua, Mohamed Sayed, Segretario Generale dell’Associazione, ha spiegato che la legislazione attuale garantisce alla madre la custodia dei figli e il diritto di risiedere con loro fino all’età di 15 anni. Successivamente, ai figli viene data la possibilità di scegliere tra il padre e la madre. Ha osservato che la stragrande maggioranza dei figli sceglie automaticamente la madre, il che, a suo dire, priva di fatto il padre dei propri figli anche mentre è ancora in vita. Ciò ha un impatto negativo sul ruolo e sullo status del padre all’interno della famiglia egiziana.

L’Associazione, registrata con il numero 7232 del 2022 presso il Ministero della Solidarietà Sociale, ha affermato di essere la prima associazione specializzata in Egitto dedicata alla difesa dei diritti degli uomini e alla protezione dei bambini dalla disgregazione familiare, in un contesto di crescente numero di casi di divorzio e khula (divorzio avviato dalla moglie) nei tribunali egiziani.

La dichiarazione aggiungeva che l’Associazione mira a preservare la struttura della famiglia egiziana e a contrastare quelli che descrive come tentativi di manomettere il tessuto sociale familiare attraverso alcune organizzazioni femministe sostenute da finanziamenti esteri. Metteva in guardia dal fenomeno dei “bambini resi orfani dai loro padri” anche mentre il padre è in vita, soprattutto nell’attuale sistema di visite, che consente al padre di vedere i figli solo una volta alla settimana presso i centri giovanili, in condizioni che l’Associazione ha ritenuto degradanti e disumane.

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Noha Iraqi

نهى عراقي.. ليسانس أداب.. كاتبة وشاعرة وقصصية وكاتبة ومحتوى وأبلودر

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