CADUTE, OSTEOPOROSI E FRATTURE: LA PREVENZIONE CHE MANCA
La fisiatria può ridurre del 30–40% le nuove fratture negli anziani

Ogni anno in Italia centinaia di migliaia di anziani subiscono una caduta, e decine di migliaia finiscono in ospedale per fratture del femore, del polso o delle vertebre. Dietro questi numeri ci sono storie di perdita di autonomia, paura di muoversi, depressione e isolamento.
La frattura del femore, in particolare, è uno degli eventi più devastanti per un anziano: a un anno dall’evento, una quota significativa dei pazienti non torna più a camminare in modo indipendente. Questo ha un costo umano enorme e un impatto devastante sui sistemi sanitari.
Eppure una parte importante di queste fratture sarebbe prevenibile. La fisiatria ha un ruolo chiave nella valutazione del rischio di caduta, nel rinforzo muscolare, nell’equilibrio e nella rieducazione al movimento. Programmi di esercizio mirato, valutazione dell’andatura e interventi sull’ambiente domestico possono ridurre drasticamente il rischio di nuovi incidenti.
Troppo spesso la prevenzione viene trascurata: si interviene solo dopo la frattura, quando il danno è già fatto. Questo è un errore strategico. La fisiatria dovrebbe entrare nei percorsi dell’anziano fragile prima dell’evento acuto, non dopo.
Investire in prevenzione e riabilitazione significa meno ricoveri, meno interventi chirurgici e più qualità di vita per milioni di cittadini.
Prof.Foad AODI
Fisiatra
Direttore Sanitario del Centro Medico Iris Italia
Docente all’università di Tor Vergata.




