Nicolás Maduro & co, brava gente

Nicolás Maduro & co, brava gente?
Di Sara Spoletini
Oggi non si parla d’altro, eppure quello che succede da anni in Venezuela è stato sotto gli occhi di tutti, tanto che il nobel per la pace nel 2025 è stato assegnato a María Corina Machado la stessa che ha sostenuto le sanzioni internazionali durante la crisi venezuelana e l’intervento straniero in Venezuela, ritenendo che Nicolás Maduro non potesse essere rimosso democraticamente.
Ma andiamo per ordine.
E’ il 5 marzo del 2013 quando l’allora Ministro degli Esteri e Vicepresidente Nicolás Maduro, in lacrime, aveva annunciato in tv la morte di Hugo Chávez. Ex autista di autobus e sindacalista, Maduro era stato investito da Chávez l’8 dicembre 2012, tre giorni prima di essere sottoposto a un nuovo intervento chirurgico, probabilmente su pressione di Cuba, che l’aveva preferito, ritenendolo più controllabile, a Diosdado Cabello (l’attuale ministro dell’Interno armato di elmetto) e soprattutto al ministro del petrolio Rafael Ramírez.
Maduro non ha il carisma di Chávez. Alle prime elezioni dilapida il vantaggio nei sondaggi di 25 punti sul candidato dell’opposizione. A svantaggiarlo è anche la drammatica situazione economica: inflazione oltre il 20%, bolívar da poco svalutato del 32%. Maduro vince con un solo punto di scarto. Ma nel dicembre del 2015 arriva la sconfitta alle elezioni legislative: alla “Mesa de la Unidad Democratica” vanno 112 seggi, contro i 55 del “Gran Polo Patriotico” di Maduro. E parte la svolta autoritaria, per non usare la parola dittatoriale: il nuovo Tribunale Supremo di Giustizia boccerà in pratica tutte le decisioni prese dalla nuova assemblea. Nel novembre 2017 Rafael Ramírez si dimette da ambasciatore all’Onu e intende candidarsi contro Maduro alla Presidenza, ma viene a sapere che Maduro aveva ordinato il suo arresto appena avesse toccato terra in Venezuela.
A gennaio 2019 parte l‘avventura di Juan Guaidó, che da neo-Presidente dell’Assemblea Nazionale viene eletto dalla stessa Presidente pro-tempore del Venezuela. Guaidó viene riconosciuto da Stati Uniti, Francia, Regno Unito, Canada, Brasile, Colombia, Paraguay, Argentina, Perù, Ecuador, Cile, Guatemala e Costa Rica – non l’Italia, a causa delle resistenze del Movimento Cinque Stelle. Col passare dei mesi, la forza del tentativo di Guaidó si affievolisce, fino a spegnersi di fronte alla resistenza del regime
Intanto l’economia venezuelana, su cui il petrolio ha un peso notevole, peggiora sempre di più basti pensare che nel 2007-2008 il reddito medio in Venezuela era attorno ai 12mila dollari, con Maduro crolla a 3mila, sempre più persone per mangiare frugano nei bidoni della spazzatura.Il tasso di denutrizione nel 2024 ha superato il 15%, in peggioramento costante da almeno un decennio.
I venezuelani sono costretti a scappare dal loro paese causa fame verso i paesi vicini; a maggio 2023 la situazione dei migranti venezuelani in America Latina e nei Caraibi era la seguente: 2,4 milioni in Colombia, 1,52 milioni in Perù, 502.200 in Ecuador, 444.440 in Cile, 449.700 in Brasile, 220.600 in Argentina, 147.400 a Panama e altre migliaia in diversi Paesi della regione. Si stima che i rifugiati venezuelani nel continente siano circa 6,14 milioni, sostanzialmente la quasi totalità di coloro che hanno lasciato il Paese in questi anni circa è di 7,32 milioni.
Maduro mette in campo l’arma della repressione per rimanere al potere. L’ex presidente cilena Michelle Bachelet, in qualità di Alto commissario per i diritti umani dell’Onu, ha presentato il 4 luglio 2019 un rapporto durissimo contro Maduro e il suo sistema di potere. Secondo l’OHCHR gli squadroni della morte di Maduro hanno ucciso 5.287 oppositori politici nel 2018 e 1.569 nel 2019 fino a metà maggio. I raid punitivi, che il governo chiama “operazioni per la liberazione del popolo”, sono stati poi spacciati per azioni di polizia, e le vittime per criminali e trafficanti di droga. Più in generale, il rapporto racconta la repressione contro dissidenti politici, manifestanti e giornalisti, descrivendo uno stato di deterioramento sistematico delle istituzioni democratiche. Secondo un rapporto dell’Ong Venezuelan Programme for Human Rights Education and Action (Provea), tra il 2013 e il 2023 le forze di sicurezza statali venezuelane hanno ucciso 10.085 persone. Provea ha inoltre documentato 1.652 vittime di tortura.
Si arriva così alle elezioni farsa del 28 luglio 2024. María Corina Machado, ex deputata, attivista dei diritti umani, leader di Vente Venezuela e accesa anti chavista, che il 22 ottobre 2023 aveva ottenuto il 93 per cento dei voti alle primarie indette dall’opposizione, e che secondo i sondaggi era accreditata del 60 per cento delle intenzioni di voto, viene esclusa dal Consiglio Nazionale Elettorale con un decreto giudiziario, confermato dal Tribunale Supremo, e dichiarata ineleggibile per i successivi 15 anni. Quindi l’organismo elettorale nominato dal governo ha anche di fatto impedito l’iscrizione nelle liste di Corina Yoris, la filosofa di 80 anni indicata dalla Machado come nome alternativo, fino all’investitura di Edmundo González Urrutia, ex Ambasciatore del Venezuela in Argentina, che ha dovuto essere nominato nell’ultimo giorno utile alle candidature in modo da non poter essere squalificato preventivamente.
La sera delle elezioni il regime proclama che Maduro è stato rieletto per un terzo mandato, Nicolás Maduro avrebbe ottenuto 5.150.092 voti, 51,20%, ed Edmundo González 4.445.978 voti, 44,20%. Ma è tutto falso.
Le ricevute delle schede elettorali raccolte dai votanti dell’opposizione sono state trafugate al di fuori dei seggi e modificavano l’esito delle elezioni che di fatto assegnavano circa 7 milioni di voti a Gonzalez contro i 3 milioni di Maduro. I documenti ufficiali, le carte depositate nei seggi, le schede raccolte e stampate nelle urne, i registri e i verbali sottoscritti dagli scrutatori e controfirmati dai rappresentanti di lista sono pubblici. Dopo l’una di notte, María Corina Machado dichiara in una conferenza stampa che, secondo i verbali in possesso dell’opposizione, Edmundo González ha ottenuto il 70% dei voti, Maduro il 30%.Maduro non ha accettato i controlli e di fatto va a governare.
Argentina, Costa Rica, Ecuador, Italia, Stati Uniti, Panamá, Perù, Uruguay, Canada, Giappone, Regno Unito, Francia e Germania non solo non riconoscono l’elezione di Maduro (come altri 34 Paesi che chiedono un conteggio trasparente dei voti), ma riconoscono la vittoria di González Urrutia. Che però lascia il Paese a settembre, dopo l’emissione di un mandato d’arresto nei suoi confronti.
Il 19 settembre 2024 il Parlamento Europeo condanna “la frode elettorale” e le gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani perpetrate contro l’opposizione democratica, il popolo venezuelano e la società civile, invitando l’UE a prorogare le sanzioni nei confronti del regime venezuelano e ad applicare sanzioni mirate, attraverso il regime globale di sanzioni dell’UE in materia di diritti umani, nei confronti di Nicolás Maduro e della sua cerchia ristretta.
Con Trump alla Casa Bianca è arrivato l’assedio navale e gli attacchi alle imbarcazioni accusate di essere parte del narcotraffico e per Maduro e consorte si sono aperte le porte di un carcere di Brooklyn, New York.
Tanti parlano di diritto internazionale a cui si deve contrapporre i diritti umani ampliamente calpestati da un uomo che si è autoproclamato Presidente di una nazione, che ha usato metodi di repressione verso le opposizioni, che ha incarcerato, torturato e ucciso migliaia di persone.
Come lo vogliamo chiamare?
Se si smettesse di giudicare ogni fatto in base alla convenienza politica saremmo più attenti a diffondere mezzi per difendere le democrazie e per avere gli strumenti per difendere i nostri diritti e quelli degli altri non solo quando decidiamo di vedere che questo non accade.
domanda delle domande ai benpensanti e a quelli che improvvisamente sono esperti di diritto internazionale, come ieri lo erano di norme sulla sicurezza nei locali, come l’altro ieri lo erano di femminicidio….ma come mai non si è visto un venezuelano in piazza a richiedere il rilascio del loro Presidente con tutti i poteri possibili e immaginabili? Come mai lo sdegno è di solo di parti politiche di paesi lontani?




