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“PRESENZA E ISPEZIONE ISRAELIANA”: IL PIANO DI TEL AVIV PRIMA DELLA RIAPERTURA DEL VALICO DI RAFAH

“PRESENZA E ISPEZIONE ISRAELIANA”: IL PIANO DI TEL AVIV PRIMA DELLA RIAPERTURA DEL VALICO DI RAFAH

di Chiara Cavalieri

TEL AVIV- Secondo informazioni provenienti da ambienti della sicurezza, le autorità israeliane avrebbero completato i preparativi tecnici e logistici per la riapertura del Valico di Rafah tra Egitto e la Striscia di Gaza, dopo una chiusura totale iniziata nel maggio 2024 in seguito all’operazione militare israeliana a Rafah e al controllo della parte palestinese del passaggio.

La riapertura, prevista “a breve”, dovrebbe avvenire in entrambe le direzioni, ingresso e uscita, ponendo fine a una situazione che per mesi ha impedito a migliaia di palestinesi, usciti da Gaza prima dello scoppio della guerra, di farvi ritorno. In base alle indicazioni emerse, il rientro sarebbe consentito a condizione di sottoporsi a procedure di ispezione e monitoraggio di sicurezza.

Il piano prevederebbe che l’apertura del valico resti soggetta alle direttive della leadership politica israeliana, anche se, secondo fonti della sicurezza, una decisione preliminare sarebbe già stata assunta. Il funzionamento del passaggio avverrebbe sotto stretta supervisione, con un ruolo operativo affidato a forze europee incaricate del monitoraggio, già presenti nella regione e in fase di dispiegamento.

Tra le misure previste figurano:

controlli elettronici a distanza per i palestinesi in uscita da Gaza verso l’Egitto;

ispezioni fisiche per coloro che rientrano nella Striscia;

l’istituzione di un nuovo posto di blocco interno a Rafah, sotto controllo israeliano, motivato da esigenze di sicurezza.

La riapertura del valico rientrerebbe nell’attuazione dei termini dell’accordo di cessate il fuoco sponsorizzato dall’ex presidente statunitense Donald Trump, che prevedeva l’adozione dello stesso meccanismo utilizzato durante la tregua del gennaio 2025, ultima occasione in cui Rafah era stato operativo.

Negli ultimi giorni si sarebbero intensificate le pressioni statunitensi, in parallelo con la visita del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a Washington, mentre fonti regionali segnalano anche una forte pressione egiziana per consentire il rientro dei palestinesi bloccati fuori da Gaza, in particolare malati e casi umanitari.

Il valico di Rafah rappresenta l’unico accesso terrestre della Striscia di Gaza verso il mondo esterno che non passi direttamente da Israele. Prima della guerra era gestito in coordinamento tra l’Autorità Nazionale Palestinese e l’Egitto, sotto supervisione europea. Dopo il controllo israeliano della parte palestinese nel maggio 2024, le infrastrutture sono state distrutte e il passaggio completamente chiuso, aggravando in modo significativo la crisi umanitaria.

Il valico avrebbe dovuto riaprire già nella prima fase dell’accordo di cessate il fuoco dell’ottobre 2025, impegno che non è stato finora rispettato. Ciò ha alimentato tensioni con l’Egitto, che ha ribadito più volte che qualsiasi apertura deve avvenire in entrambe le direzioni, e non limitarsi alla sola uscita dalla Striscia.

@RIPRODUZIONE RISERVATA.

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Noha Iraqi

نهى عراقي.. ليسانس أداب.. كاتبة وشاعرة وقصصية وكاتبة ومحتوى وأبلودر

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