La quarta compagnia mineraria al mondo raddoppia i suoi investimenti in Egitto: AngloGold Ashanti punta all’oro nelle “aree vergini” del deserto orientale

La quarta compagnia mineraria al mondo raddoppia i suoi investimenti in Egitto: AngloGold Ashanti punta all’oro nelle “aree vergini” del deserto orientale
di Chiara Cavalieri *
AISC News.. LONDRA – La multinazionale AngloGold Ashanti, quarta società mineraria al mondo, ha annunciato l’intenzione di raddoppiare i propri investimenti in Egitto per intensificare la produzione di oro e avviare attività di esplorazione in aree definite “vergini” dal punto di vista minerario. L’annuncio segna un momento cruciale per il settore estrattivo egiziano, interessato da anni da un processo di modernizzazione legislativa e da un crescente interesse degli investitori globali.
Una dichiarazione strategica da Londra
La notizia è stata resa pubblica durante la visita a Londra dell’ingegnere Karim Badawi, ministro egiziano del Petrolio e delle Risorse Minerarie, alla guida di una delegazione di grandi aziende del comparto. Nel corso degli incontri istituzionali, Badawi ha avuto un colloquio con Hoda Mansour, amministratore delegato e vicepresidente del Consiglio di amministrazione della Sukari Gold Mines Company, oltre che rappresentante ufficiale di AngloGold Ashanti in Egitto.
Durante l’incontro, le due parti hanno analizzato le prospettive di rafforzamento della cooperazione bilaterale, in un momento caratterizzato da importanti novità: la compagnia sudafricana ha infatti ottenuto due nuove licenze per l’esplorazione e lo sfruttamento dell’oro nel deserto orientale, un territorio di straordinaria ricchezza geologica e ancora in larga parte inesplorato.
Le nuove licenze nel cuore dello Scudo arabo-nubiano
Le autorizzazioni recentemente concesse ad AngloGold Ashanti riguardano un’area superiore a 2.200 chilometri quadrati, situata all’interno dello Scudo arabo-nubiano, una delle regioni geologiche più promettenti al mondo per la presenza di oro e minerali preziosi.
Si tratta di un passo significativo, che apre la porta a una stagione di esplorazione su larga scala senza precedenti in queste zone, finora scarsamente sfruttate a causa delle difficoltà logistiche e della mancanza di investimenti adeguati.
L’azienda ha inoltre confermato l’intenzione di potenziare la produzione nella storica miniera di Sukari, la più grande del Paese e uno dei pilastri dell’industria aurifera egiziana.
Il sostegno del governo egiziano
Il ministro Karim Badawi ha ribadito il pieno sostegno del governo ai piani di espansione della società, sottolineando come la collaborazione con AngloGold Ashanti si inserisca nel quadro del nuovo accordo aggiornato sullo sfruttamento dell’oro e dei minerali. Questo sistema contrattuale rinnovato è stato concepito per allineare l’Egitto ai modelli internazionali, rendendo il Paese più competitivo e attraente per gli investitori stranieri.
Badawi ha definito la partnership un “punto di partenza strategico” per attirare capitali globali e valorizzare l’enorme potenziale minerario nazionale, considerato uno dei settori a maggior crescita negli obiettivi della Visione Egiziana 2030.
Formazione, sicurezza e sostenibilità ambientale
L’incontro a Londra ha affrontato anche una serie di temi trasversali considerati fondamentali per lo sviluppo del settore:
●Formazione del personale egiziano – In particolare geologi e ingegneri minerari, che potranno partecipare a programmi di training nelle sedi internazionali di AngloGold Ashanti.
●Sicurezza e salute sul lavoro – Condivisione delle best practices adottate dalla compagnia nelle sue operazioni globali.
●Tutela ambientale – Implementazione di standard avanzati per ridurre l’impatto delle attività estrattive e garantire la sostenibilità dei progetti.
Questi campi di cooperazione rappresentano un valore aggiunto per il settore minerario egiziano, storicamente penalizzato dalla mancanza di competenze tecniche e da normative non sempre adeguate.
Un nuovo ciclo per il mining egiziano
Il raddoppio degli investimenti da parte di AngloGold Ashanti conferma l’interesse crescente verso l’Egitto come nuova frontiera dell’oro. Negli ultimi anni, Il Cairo ha avviato una serie di riforme legislative volte ad attrarre investitori globali, semplificando il regime delle concessioni e introducendo modelli contrattuali più competitivi.
L’espansione nelle aree vergini del deserto orientale e il rafforzamento del progetto Sukari potrebbero trasformare l’Egitto in uno dei principali poli auriferi della regione, con ricadute positive in termini di crescita economica, occupazione e sviluppo delle infrastrutture.
*L’autrice è presidente della associazione Italo-Egiziana Eridanus e vicepresidente del Centro Studi UCOI-UCOIM.
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