Il bello e il buono dell’Italia. Rapporto sulle eccellenze italiane presentato alla Sala della LUpa

Il bello e il buono dell’Italia.
Rapporto sulle eccellenze italiane presentato alla Sala della LUpa
Di Fabio Rampelli
Italia è la nazione più ricca in quanto a bellezza, prima al mondo per numero di siti Unesco, ben 61 siti materiali cui si aggiungono quelli immateriali ovvero culturali e antropologici. Tra Pupi siciliani, la Perdonanza, i muretti a secco, il canto lirico, la liuteria, le macchine a spalla, solo per citarne alcuni, qualche settimana fa abbiamo inserito anche la Cucina italiana.
La bellezza italiana è di una tale portata da essere sancita come valore costituzionale all’articolo 9 secondo capoverso della Carta. Questo patrimonio di bellezza produce una ricchezza pari nel 2025 a 40 miliardi di euro con una crescita che è destinata ad aumentare di mese in mese. Il turismo enogastronomico di quei milioni di stranieri che visitano l’Italia e dei tanti italiani che scelgono di mangiare italiano e riconoscono la propria identità di popolo e di nazione nella filiera agricola e nella capacità di trasformarla
Come preservare questa nostra identità? Non siamo semplici custodi di un museo a cielo aperto ma artigiani di umanesimo. Sia il nostro un nuovo umanesimo riportando la figura umana al centro del nostro agire. Riprendiamo il percorso tracciato dai nostri padri e riprendiamo a rendere il buono il visibile e il bello vivibile.




