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L’Egitto alza il tono sulla Diga della Rinascita: “I negoziati sono finiti, pronti a difendere i nostri interessi esistenziali”

L’Egitto alza il tono sulla Diga della Rinascita: “I negoziati sono finiti, pronti a difendere i nostri interessi esistenziali”

di Chiara Cavalieri*

AISC News.. IL CAIRO- L’Egitto ha lanciato uno dei messaggi più duri degli ultimi anni sul dossier della Grande Diga della Rinascita Etiope (GERD), lasciando apertamente intendere che tutte le opzioni, inclusa quella militare, restano sul tavolo per la difesa della sicurezza idrica nazionale. A farlo è stato il ministro degli Esteri Badr Abdel-Aty, intervenuto in un discorso televisivo trasmesso su MBC Egypt, nel quale ha risposto ai crescenti timori dell’opinione pubblica egiziana legati alla gestione della diga e al rischio di gravi conseguenze sul flusso del Nilo.

Abdel-Aty ha affermato in modo netto che per Il Cairo “la questione dell’acqua è fondamentale e non può essere compromessa o trascurata”, sottolineando che la posizione egiziana è ormai chiara e definitiva: “il percorso negoziale è terminato ed è arrivato a un vicolo cieco”. Una dichiarazione che segna un punto di svolta dopo quasi quindici anni di negoziati, definiti senza mezzi termini inermi e infruttuosi.

Il ministro ha ribadito che l’Egitto non resterà inerte di fronte a quello che definisce un approccio irresponsabile da parte dell’Etiopia, aggiungendo che il suo Paese ha pieno diritto, in conformità con il diritto internazionale, di ricorrere a tutti i mezzi disponibili per difendere se stesso qualora subisse un danno ai propri interessi vitali. Alla domanda diretta se tali parole implicassero una possibile azione militare, Abdel-Aty non ha smentito, limitandosi a ribadire che gli Stati hanno il diritto di difendersi quando vengono minacciati interessi esistenziali, e che questo diritto vale anche per l’Egitto.

Per Il Cairo, ogni intervento unilaterale sul fiume Nilo rappresenta una minaccia esistenziale. Il Nilo non è solo una risorsa economica, ma la fonte stessa della vita per oltre cento milioni di egiziani, in un Paese che dipende quasi totalmente dalle sue acque. È in questo contesto che va letta l’intensificazione della retorica egiziana nelle ultime settimane, dopo l’ennesimo fallimento dei colloqui con Addis Abeba.

L’Egitto continua a chiedere un accordo giuridicamente vincolante sulla gestione e sul riempimento della GERD, che tenga conto delle esigenze di Etiopia, Sudan ed Egitto, partendo dal principio che il Nilo è un fiume internazionale condiviso. L’Etiopia, dal canto suo, insiste nel rivendicare la piena sovranità sulla diga, sostenendo che l’infrastruttura si trova interamente sul proprio territorio e che non necessita di autorizzazioni esterne. Una posizione che Il Cairo considera inaccettabile e contraria al diritto internazionale delle acque.

Parallelamente al dossier etiope, Abdel-Aty ha voluto ribadire la solidità delle relazioni tra Egitto e Arabia Saudita, definite eterne e fondate su un legame che rappresenta “le due ali della nazione araba e islamica”. Il ministro ha parlato di una fase di crescita e prosperità nei rapporti bilaterali, che si estendono ai settori politico, economico, degli investimenti e culturale, accompagnati da consultazioni quotidiane sui principali dossier regionali e internazionali.

In questo quadro, Abdel-Aty ha ricordato le direttive del presidente Abdel Fattah al-Sisi e del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, impegnati a rafforzare la cooperazione in tutti i campi. Ha inoltre annunciato che la prima sessione del Consiglio Supremo di Coordinamento egiziano-saudita, presieduto dai due leader, si terrà nel prossimo periodo, segnando un ulteriore passo verso una maggiore integrazione strategica.

Le dichiarazioni del ministro degli Esteri egiziano confermano che il dossier della Grande Diga della Rinascita è entrato in una fase critica, nella quale il linguaggio diplomatico lascia sempre più spazio a quello della deterrenza. Il messaggio del Cairo è chiaro: la sicurezza idrica non è negoziabile e l’Egitto è pronto a difenderla con tutti gli strumenti consentiti dal diritto internazionale.

*L’autrice e’ presidente della associazione italo- egiziana ERIDANUS e vicepresidente del Centro Studi UCOI- UCOIM.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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Noha Iraqi

نهى عراقي.. ليسانس أداب.. كاتبة وشاعرة وقصصية وكاتبة ومحتوى وأبلودر

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